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Obesità: una sfida che riguarda tutte e tutti

PREVENZIONE

In Italia, oltre 23 milioni di adulti convivono con sovrappeso o obesità. Non è solo una questione di numeri: è una questione di salute, di diritti, di qualità della vita. E riguarda ogni fascia d’età, dalle generazioni più anziane fino ai più giovani, con un aumento allarmante proprio tra le ragazze. È quanto emerso dall’Italian Barometer Obesity Forum, che si è svolto in Senato con l’obiettivo di fare il punto sulla situazione e definire nuove strategie per contrastare quella che è, a tutti gli effetti, una pandemia silenziosa.

Chi è più colpito?
I dati parlano chiaro: chi è nato nei primi anni 2000 ha una probabilità molto più alta di essere in sovrappeso rispetto a chi è nato negli anni ’60. Questo vale soprattutto per le donne. La percentuale di giovani donne con eccesso di peso tra i 20 e i 24 anni è quasi raddoppiata in due generazioni. Anche l’obesità – la forma più grave di eccesso di peso – è in costante aumento, con una crescita del 30% in vent’anni.

Le cause? Non solo il singolo
Cattive abitudini alimentari, sedentarietà, predisposizione genetica: sono tanti i fattori che concorrono all’insorgenza dell’obesità. Ma ridurre tutto a una responsabilità individuale è fuorviante. L’ambiente in cui viviamo – urbano, sociale, culturale – influenza in modo determinante le nostre scelte quotidiane. E spesso non favorisce comportamenti salutari. Serve un cambio di prospettiva: passare da un approccio centrato sull’individuo a una visione sistemica.

Sport e alimentazione: cosa sta cambiando?
Negli ultimi trent’anni è calato il consumo quotidiano di frutta e verdura (dal 94% al 78%), ed è diminuita anche l’attività fisica leggera. Allo stesso tempo, è cresciuta la quota di chi pratica sport in modo continuativo. Ma resta alta la sedentarietà: nel 2023 ha riguardato oltre un terzo della popolazione. Un equilibrio fragile, che richiede interventi strutturali.

Le conseguenze
L’obesità non è un problema estetico. È una malattia cronica, complessa, associata a oltre 250 patologie: dal diabete tipo 2 alle malattie cardiovascolari, fino ad alcune forme tumorali. E i rischi non sono solo a lungo termine: complicanze gravi possono insorgere anche in giovane età. Per questo intervenire presto è fondamentale.

Che fare?
Il Barometer Report individua sei ambiti chiave su cui agire:

  • Alimentazione sana: promuovere cibi più salutari, regolamentare la pubblicità per i minori, migliorare etichette e prodotti.

  • Attività fisica: progettare spazi urbani accessibili, incentivare la mobilità attiva, integrare l’esercizio nei programmi scolastici e sanitari.

  • Cure e farmaci: garantire l’accesso alle terapie innovative, definire criteri chiari e rafforzare la collaborazione tra medici.

  • Sistema sanitario: riconoscere l’obesità come malattia cronica, creare reti regionali e migliorare la presa in carico dei pazienti.

  • Dignità e diritti: contrastare lo stigma, promuovere narrazioni rispettose e abbandonare gli stereotipi.

  • Formazione e ricerca: investire in competenze, strumenti e valutazione dell’efficacia delle politiche adottate.

Sensibilizzare è il primo passo
Parlare apertamente di obesità, senza giudizi e senza tabù, è essenziale per costruire una società più consapevole e inclusiva. Capace di prendersi cura di chi è più vulnerabile. E soprattutto di prevenire, fin da subito, quei comportamenti che con il tempo possono diventare malattia.

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