La maternità durante e dopo il tumore al seno: una speranza concreta

Dopo aver parlato di prevenzione del tumore al seno, nel nostro secondo articolo parliamo di maternità durante e dopo la malattia.

Data di pubblicazione: 22/06/2018

Dopo aver parlato di prevenzione del tumore al seno, nel nostro secondo articolo parliamo di maternità durante e dopo la malattia. Ogni anno in Italia ci sono molte nuove diagnosi di tumore al seno in donne in età ancora fertile (circa 12000 sotto i 49 anni).

Scoprire la malattia in gravidanza è certamente uno shock. La buona notizia è che oggi, grazie ai progressi della medicina non è più necessario scegliere tra la gravidanza e la cura, come accadeva fino a non molti anni fa. Le opportunità di sopravvivenza sono quasi sempre sovrapponibili a quelle di una donna non incinta. Naturalmente è necessario adottare attenzione alla scelta dei trattamenti e al periodo in cui somministrarli per non danneggiare il nascituro.

La mammografia viene eseguita con apposite schermature per proteggere il piccolo. Non è possibile effettuare la radioterapia in nessuna fase della gravidanza. La chemioterapia può essere impiegata, ma non nel primo trimestre. Quando è possibile, si preferisce attendere il terzo trimestre. Ovviamente ci sono delle accortezze nella scelta del trattamento farmacologico, da valutare bene col medico curante. Non è possibile ad esempio usare farmaci ormonali. Alcuni centri si sono specializzati nel trattamento di donne malate in gravidanza.

È possibile, infine, diventare mamma dopo le cure contro il tumore al seno? Con alcuni accorgimenti sì, perché è vero che certi trattamenti possono aumentare l’infertilità; ad esempio, alcune chemioterapie possono indurre una menopausa precoce. Se è possibile posticipare l’inizio delle cure, si possono prelevare e congelare ovociti per poi effettuare una procreazione assistita. Si possono in alternativa assumere farmaci e combinazioni ormonali specifiche che “addormentano temporaneamente le ovaie” per renderle meno sensibili agli effetti della chemioterapia.

Una recente ricerca ha evidenziato che non vi è nessuna differenza nella probabilità di nascere prematuri, sottopeso o tramite taglio cesareo per bambini nate da donne che hanno superato un tumore al seno rispetto a donne che non hanno mai avuto la malattia. Nessun pericolo quindi nemmeno per il nascituro. Infine, ora sappiamo che la donna può anche allattare al seno, dalla mammella non colpita dalla malattia.

La ricerca ha svolto un ruolo fondamentale negli ultimi anni dando a molte donne la possibilità di diventare madri anche dopo, e nonostante, un tumore al seno. Ma non si deve fermare, deve continuare a procedere per raggiungere altri traguardi!

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